La vergara in cucina

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Liberamente tratto da un libro che apprezziamo davvero  molto: “La Vergara” di Cesare Angeletti.

Per fare la spesa la vergara andava presso il “suo supermercato”: cove delle galline, orto, frutteto e solo la domenica nell’aia dove c’erano: piccioni, conigli e polli. Solo in grandi occasioni si acquistava la carne di vitellone.

La preparazione del mangiare non era molto complicata perchè il pasto era parco e con ingredienti casarecci, ma proprio per questo era sempre fresco e genuino.

La domenica  il primo erano le tajatelle fatte a casa ed il secondo era la carne con la quele era stato fatto anche il sugo per la pasta o il brdo se invece delle tagliatelle, con la stessa carne, si facevano tagliolini o quadrucci. Poi verdura di contorno, frutta e dolce.

 

Anche i dolci erano fatti in casa dalla vergara  che, per ogni periodo dell’anno, ne aveva sempre uno pronto: dolci con la frutta, marmellate, frittelle, scroccafusi, suitti, frustengo, pizza di Pasqua e tani altri ancora. Ma in tutto l’arco dell’anno due erano idolci che lei offriva ai bambini ed agli eventuali ospiti: lu ciambellottu e la crema.

Nulla in cucina era sprecato e la vergara era bravissima a riciclare gli avanzi.

 

 

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